Persuasione - Jane Austen
Autore: Jane Austen
Titolo: Persuasione
Titolo Originale: Persuasion
Traduzione: Fiorenzo Fantaccini
Editore/Anno: Newton & Compton, 2006
Pagine/Prezzo: 215, € 5,00
Dopo il famosissimo
Orgoglio e pregiudizio ho scelto la lettura di
Persuasione grazie ad una Lettura Collettiva organizzata su Anobii (
qui la discussione), anche se avevo già acquistato Emma, in coda di lettura da un po’. Persuasione è l’ultimo romanzo della Austen, e le differenze si vedono anche senza aver letto la sua intera produzione.
Persuasione è infatti la storia di una famiglia in decadenza composta da Sir Walter Elliot e dalle due figlie, la primogenita Elizabeth ed Anne, la protagonista. Contrariamente ad
Orgoglio e pregiudizio,
Persuasione non ci propone il classimo schema da bildungroman, ovvero un percorso di crescita della protagonista. All’inizio del romanzo Anne infatti ha ventisette anni, ed ha già vissuto un’esperienza formativa molto forte, ovvero in giovane età è stata persuasa dalla famiglia e dalla sua stessa ragione a rifiutare la proposta di matrimonio di un giovane marinaio che, pur essendo inadatto per posizione sociale e patrimonio, era molto innamorato di lei, che lo ricambiava. L’errore di Anne, che negli anni successivi ha continuato a soffrire per questo amore ormai perduto ma non dimenticato, le ha insegnato a rivalutare il suo diritto a decidere per se stessa, e a farlo non solo in base alla ragione, ma anche in base ai sentimenti, ovvero, come diremmo oggi, in base al suo istinto.
Nonostante questa presa di coscienza, Anne è completamente invisibile a Kellynch Hall, la bella tenuta di campagna dove vive con il padre e la sorella. Sir Walter, infatti, è un modello di padre totalmente negativo: la sua superficialità e la sua superbia lo portano a valutare positivamente solo la figlia Elizabeth, che unisce la posizione sociale alla bellezza, e che eguaglia il padre nella sua arroganza. La figlia minore, Mary, viene leggermente considerata solo perché è sposata, mentre Anne, ormai sfiorita e priva di marito, viene considerata una nullità nonostante sia l’unica persona ad avere un carattere positivo. In questo romanzo la Austen introduce quelli che sono i cambiamenti sociali più significativi del primo Ottocento, ovvero la contestazione dell’assoluta autorità paterna e familiare in genere, e l’introduzione di rapporti familiari che, basati più sull’affetto che sull’autorità, permettono l’autodeterminazione di tutti i componenti della famiglia.
Nel caso specifico Sir Walter non è solo spocchioso ma è totalmente incapace di vedere la realtà che lo circonda e di percepire le reali motivazioni dei comportamenti altrui. La sua superficialità, che gli permette di vedere nelle persone solo ciò che è associato ad una piacevole presenza fisica e alla posizione sociale, lo rende vittima compiacente di chiunque tenti di ingannarlo con l’adulazione o con le proprie qualità esteriori. La stessa superficialità che lo ha portato a dilapidare il patrimonio di famiglia al punto da dover affittare Kellynch Hall per andare a vivere nella poco dispendiosa ma estremamente mondana Bath.
Anne, che inizia il romanzo come persona non grata priva di voce e autodeterminazione, finisce con l’impostare la sua vita su un modello che potrebbe già chiamarsi proto-femminista, con un matrimonio basato sull’incontro di due persone che hanno i medesimi interessi (e in cui, molto originalmente, al marito è permesso di avere una posizione sociale più bassa della moglie). Oltre a questo, nel romanzo vediamo Anne chiaramente affascinata dai coniugi Croft, che reputa il suo ideale di coppia. I Croft hanno uno stile di vita che rivoluziona la settecentesca teoria della separazione delle sfere (che teorizza e mette in pratica l’idea che donne e uomini appartengano a due sfere differenti, quella della donna essendo la sfera privata, e quella dell’uomo la sfera pubblica): moglie e marito condividono tutto, la signora Croft smentisce l’idea delle donne come inadatte ad una vita poco raffinata e poco comoda, inoltre in alcuni punti sembra essere proprio lei a gestire la vita familiare più del marito, senza che questo, peraltro, crei problemi alla serenità dei due. Non solo, Anne riesce a riappropriarsi della sua vita, non solo contestando occasionalmente la gerarchia dei valori della sua famiglia, ma anche rivivendo l’episodio della “persuasione”: così come un tempo era stata l’amica di famiglia, Lady Russell, a persuadere Anne a rinunciare al suo pretendente, così ora la stessa Lady Russell cerca di convincerla ad accettare il nuovo pretendente (il cugino Elliot, colui che erediterà il patrimonio di famiglia e pertanto anche Kellynch Hall). Ma Anne è cambiata, non solo è maturata ma – dopo essere stata costretta alla prudenza nella prima gioventù – ha recuperato il valore dei sentimenti romantici (un altro segno tangibile del nuovo secolo) e riesce pertanto ad eludere i tentativi dell’amica. Il punto poi più alto della nuova capacità di espressione di Anne è nel suo dialogo con il Capitano Harville, al quale, pur non essendo direttamente interrogata, espone le sue idee sull’amore, che raggiungono inoltre un destinatario ben più importante di Harville e costituiscono non solo una dichiarazione di amore, ma anche una riflessione innovativa sul ruolo delle donne nella società. Non solo viene delineata la differente vita condotta dai due sessi, ma viene anche negata la presunta volubilità femminile, sulla base del fatto che gli uomini, dice Anne, hanno sempre avuto il vantaggio di raccontare la storia. Questo – per quanto ai nostri occhi sia ben poco – è il modo di Anne di porsi non più come oggetto passivo di una storia che si svolge, ma soggetto attivo nella sua esistenza.
Da questo punto di vita
Persuasione si rivela un romanzo più rivoluzionario di quanto non sembri ad una prima occhiata, pur centrando la sua narrazione su un’eroina le cui virtù sono tipicamente femminili e non particolarmente innovative, e pur sistemandosi comodamente nella tradizione che porta la protagonista principale al matrimonio.
Oltre a questa lettura critica, per cui sono debitrice all’introduzione della mia edizione di
Persuasione, scritta da Ornella De Zordo, il romanzo è godibilissimo per la capacità della Austen di creare un intreccio avvincente ed una galleria di personaggi ben delineati ed assolutamente credibili che si muovono sul consueto sfondo di meravigliose ville di campagna e in una Bath brulicante di umanità.
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