lunedì 30 agosto 2010
Il ritorno dalle ferie al lavoro è stato abbastanza traumatico, grazie anche al fatto che, sebbene passate ottimamente, le vacanze sono state stressanti. Su nove giorni di vacanza, infatti, 4 sono stati di viaggio. Abbiamo dormito in tre posti diversi (due dei quali erano gentilmente offerti da parenti), siamo passati da quaranta gradi a venti nell'arco di una giornata. Il mio carattere radicatamente abitudinario ha avuto un crollo, anche se ho adorato tornare in certi posti e rivedere certe persone. Come da copione, l'ultimo finesettimana è stato quello in cui ho combinato di più in casa dato che dò il meglio di me sotto pressione.

Non parliamo poi del weekend appena concluso, che ha portato esperienze graditissime: un addio al nubilato durato 11 ore (di cui sei insieme allo sposo e ai suoi amici) e un bel giro in moto di 150 km domenica, organizzato da un'amica che non vedevo da un bel po'. Certo tutto ciò ha lasciato i suoi strascichi, infatti stamane sia io che il moroso avevamo una cera da zombie, ma ne è valsa la pena!

Parlando di letture, potete seguire l'avvicendamento di libri sulla mia pagina anobiana, ma riassumendo ho letto quanto leggo nei periodi normali di lavoro, che non va proprio benissimo! Le letture vacanziere in particolare e agostane in generale si sono mantenute sulla media. Particolarmente degni di nota One Day di David Nicholls e The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society di Annie Barrows and Mary Ann Shaffer (in italiano rispettivamente Un giorno e La società letteraria di Guernsey. Pollice verso invece per Igiene dell'assassino di Amélie Nothomb, che questa volta mi ha deluso grandemente.

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posted by Roberta at 11:26 | Permalink


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